giovedì 3 febbraio 2011
Ma siamo a Casapulla o in una scena di Febbre da cavallo?
Fonte: Casertace - Giancristiano Desiderio.
Ma siamo a Casapulla o in una scena di Febbre da cavallo? E’ tutto vero e reale o è uno di quegli scherzi da favola del leggendario Amici miei? La notizia è di quelle bellissime e Casertace ha fatto bene a pubblicarla con grande evidenza: una corsa clandestina di cavalli sospesa dall’intervento delle forze dell’ordine che hanno denunciato 40 persone a piede libero e sequestrato la bellezza di 26 cavalli.
Tutto vero? La notizia è così bella che se fosse smentita quasi quasi ci rimarrei male. Pensate un po’: 26 cavalli al trotto sono un vero e proprio reggimento. Ventisei automobili non sono praticamente niente, persino ventisei Ferrari, passano quasi inosservate. Le automobili formano il nostro desolante paesaggio urbano ed extraurbano quotidiano. Quale meraviglia può mai suscitare una sfilata di automobili dal momento che ogni santo giorno ognuno di noi si fa la sua bella fila imbottigliato nel traffico cittadino, paesano e strapaesano? Ma 26 cavalli tutti in fila e al galoppo li abbiamo visti solo al cinema nei film western della nostra gioventù. Si può immaginare allora che meraviglia susciti il passaggio di 26 cavalli al galoppo sulla strada principale di Casapulla. Ma c’è chi dice no.
Chi ha organizzato la manifestazione - Associazione Centro Ippico San Gennaro - spiega e chiarisce che solo di manifestazione si trattava e non certo di una corsa clandestina o semiclandestina di cavalli. Sì, perché per far sfilare i cavalli e i fantini tra case e chiese, bar e ristoranti, scuole e uffici c’era anche il permesso necessario del Comune. Tutto regolare, dunque? Si sta verificando. Ma solo l’idea che si possano fare corse clandestine di cavalli in città organizzando una sfilata al trotto di cavalli con tanto di autorizzazione comunale è un tale colpo di genio che meriterebbe un pubblico riconoscimento. La noia quotidiana è spazzata via d’un colpo. Certo, la scommessa clandestina non è una bella cosa e anche il maltrattamento degli animali - che speriamo vivamente non ci sia stato - darebbe alla storia tutt’altro significato; ma l’idea di correre e gareggiare facendo finta di sfilare è da Nobel dell’arte di vivere e arrangiarsi. Comunemente si dice “datti all’ippica” per dire lascia perdere, dedicati alle cose inutili e superflue. Eppure, lo dobbiamo riconoscere: darsi all’ippica in questo modo non è da tutti. C’è un elemento di poesia e di ingegno che non è cosa comune.
Si ricorderà che qualche anno fa qualcosa del genere fu organizzato anche a Napoli: a Piazza Plebisicito. Era il concorso ippico internazionale Piazza del Plebisicito e aveva anche l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. Certo, Casapulla non è Napoli e la sua strada principale non è Piazza del Plebiscito. Tuttavia, questa corsa di cavalli, clandestina o no, a Casapulla sarà ricordata per un bel po’ di tempo come un avvenimento eccezionale. Ma i ventisei cavalli dove sono e come stanno? L’accertamento delle loro condizioni potrà dire se c’è stato doping e se il loro sangue è stato alterato. Speriamo che l’esame dia un esito negativo, che il maltrattamento sia scongiurato e di questa strana giornata che ha messo a rumore Casapulla rimanga solo il ricordo di una idea un po’ eccessiva e stravagante. Insomma, pare che ci siano risorse, fantasie, inventiva ma senza risultati civili. E’ il problema di questa terra (di lavoro).
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