giovedì 3 febbraio 2011

A Casapulla è morta la democrazia

Già in passato, sia io che Martusciello, abbiamo più volte segnalato le continue ostruzioni da parte degli uffici comunali, nel fornirci i documenti che ci possono permettere di svolgere al meglio il nostro mandato di Consiglieri comunali. Abbiamo  dovuto più volte sollecitare gli uffici a fornirci le notizie sugli atti e sulle determinazioni che l’Amministrazione o gli uffici comunali partoriscono giornalmente. Stranamente, da qualche tempo, la situazione si è aggravata, determinando un grave ostacolo alla democrazia. Le richieste più semplici o quelle più importanti, vengono tranquillamente insabbiate o inevase dagli uffici, provocando così dei seri problemi a chi deve o vuole interessarsi dell’andamento amministrativo. Le richieste di atti rivolte alle pubbliche amministrazioni come per Legge,  non possono essere inevase senza incorrere in qualche sanzione o richiamo da Organi sovra-comunali (Prefettura o Procura della Repubblica). Più volte,  abbiamo inoltrato richieste per iscritto facendole passare per il protocollo generale e sistematicamente alle stesse non sono state date risposte o addirittura sono state  perse nei meandri degli uffici comunali. La Legge è chiara e definisce in trenta giorni il termine ultimo per sapere per iscritto le notizie che un singolo cittadino o un Consigliere comunale rivolge alle pubbliche amministrazioni. Tutto questo, sembra essere non dovuto dal comune di Casapulla, che sistematicamente non risponde nei termini prescritti o addirittura aspetta le sollecitazioni successive per farlo. Questo, provoca una perdita di fiducia nell’Istituzione comunale e una continua e determinata ostruzione nel reperire documenti, a volte importantissimi al fine di indagare su delle anomalie o delle forzature amministrative. Non è possibile, dopo 55 gg. e dopo solleciti per iscritto, non ricevere da parte del comune alcun cenno o risposta su atti amministrativi anche importanti, che dovrebbero essere facilmente rilasciati. Non bisogna mai perdere fiducia nelle Istituzioni, ma a volte i comportamenti anomali che pervengono da queste, lasciano pensare che si toccano dei fili intoccabili. Un noto politico romano affermava “ che pensare male è peccato…..ma a volte ci si azzecca”. A buon intenditori…poche parole.
                                                                                            

                                                                                             Peppe Piantieri
                                                                     
    

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