Casapulla - "Nei giorni scorsi, ho notato sulla carta stampata, le dichiarazioni dell'Assessore Vitelli in merito al calo di pressione da me segnalato. Lo stesso, nella replica, affermava che tutto va bene e che nessuno aveva segnalato dei disservizi in merito alla problematica. Le mie segnalazioni cosi formulate, nascono dal rapporto giornaliero che ho con i cittadini. Infatti, questi, da qualche mese, mi hanno segnalato seri problemi con la pressione dell'acqua nei tratti del territorio che vanno da via Circumvallazione e traverse, via Appia e via Appia Antica, a partire dal secondo piano in poi.
Capisco che l'Assessore voglia sdrammatizzare la problematica, per il motivo che è stata sollevata dal sottoscritto, ma non si può non tenere conto delle segnalazioni di decine di cittadini che soffrono di tale disservizio.
La questione della pressione bassa, così come è oggi, provoca dei problemi a chi risiede nei piani alti delle abitazioni in determinati orari della giornata. Il problema, se non affrontato con la massima attenzione, potrebbe ulteriormente aggravarsi con l'allaccio, alla rete adduttrice delle nuove abitazioni, quasi del tutto completate in via Pizzetti, in via Pietro Musone e in via Sbarra.
Stiamo parlando di decine di appartamenti o forse centinaia, che tra pochissimo verranno abitati, e questi, a loro volta provocheranno un ulteriore assorbimento di mc. di acqua e di relativa pressione.
Riconosco all'Assessore di essere un buon professionista e una persona perbene, ma non posso far passare le mie dichiarazioni come delle burle, o come delle cose inventate da chi forse ignora la questione.
Mi permetto, infine, di consigliargli di uscire dal "PALAZZO" e di scendere tra la popolazione, approfondendo seriamente la problematica. Sono disposto, con uno spirito di collaborazione, di fornirgli anche nomi e cognomi delle persone che subiscono questa disfunzione, non per soddisfare chi come me evidenzia le anomali-disfunzioni, ma per portare benefici e servizi alla popolazione che ne ha il pieno e sacrosanto diritto.
Sulla problematica, nei giorni scorsi ho presentato al protocollo comunale, anche una richiesta di informazioni agli uffici competenti, per sapere questa volta, per iscritto, quali azioni necessarie sono state, o saranno messe in campo per risolvere la problematica".
giovedì 3 febbraio 2011
Ma siamo a Casapulla o in una scena di Febbre da cavallo?
Fonte: Casertace - Giancristiano Desiderio.
Ma siamo a Casapulla o in una scena di Febbre da cavallo? E’ tutto vero e reale o è uno di quegli scherzi da favola del leggendario Amici miei? La notizia è di quelle bellissime e Casertace ha fatto bene a pubblicarla con grande evidenza: una corsa clandestina di cavalli sospesa dall’intervento delle forze dell’ordine che hanno denunciato 40 persone a piede libero e sequestrato la bellezza di 26 cavalli.
Tutto vero? La notizia è così bella che se fosse smentita quasi quasi ci rimarrei male. Pensate un po’: 26 cavalli al trotto sono un vero e proprio reggimento. Ventisei automobili non sono praticamente niente, persino ventisei Ferrari, passano quasi inosservate. Le automobili formano il nostro desolante paesaggio urbano ed extraurbano quotidiano. Quale meraviglia può mai suscitare una sfilata di automobili dal momento che ogni santo giorno ognuno di noi si fa la sua bella fila imbottigliato nel traffico cittadino, paesano e strapaesano? Ma 26 cavalli tutti in fila e al galoppo li abbiamo visti solo al cinema nei film western della nostra gioventù. Si può immaginare allora che meraviglia susciti il passaggio di 26 cavalli al galoppo sulla strada principale di Casapulla. Ma c’è chi dice no.
Chi ha organizzato la manifestazione - Associazione Centro Ippico San Gennaro - spiega e chiarisce che solo di manifestazione si trattava e non certo di una corsa clandestina o semiclandestina di cavalli. Sì, perché per far sfilare i cavalli e i fantini tra case e chiese, bar e ristoranti, scuole e uffici c’era anche il permesso necessario del Comune. Tutto regolare, dunque? Si sta verificando. Ma solo l’idea che si possano fare corse clandestine di cavalli in città organizzando una sfilata al trotto di cavalli con tanto di autorizzazione comunale è un tale colpo di genio che meriterebbe un pubblico riconoscimento. La noia quotidiana è spazzata via d’un colpo. Certo, la scommessa clandestina non è una bella cosa e anche il maltrattamento degli animali - che speriamo vivamente non ci sia stato - darebbe alla storia tutt’altro significato; ma l’idea di correre e gareggiare facendo finta di sfilare è da Nobel dell’arte di vivere e arrangiarsi. Comunemente si dice “datti all’ippica” per dire lascia perdere, dedicati alle cose inutili e superflue. Eppure, lo dobbiamo riconoscere: darsi all’ippica in questo modo non è da tutti. C’è un elemento di poesia e di ingegno che non è cosa comune.
Si ricorderà che qualche anno fa qualcosa del genere fu organizzato anche a Napoli: a Piazza Plebisicito. Era il concorso ippico internazionale Piazza del Plebisicito e aveva anche l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. Certo, Casapulla non è Napoli e la sua strada principale non è Piazza del Plebiscito. Tuttavia, questa corsa di cavalli, clandestina o no, a Casapulla sarà ricordata per un bel po’ di tempo come un avvenimento eccezionale. Ma i ventisei cavalli dove sono e come stanno? L’accertamento delle loro condizioni potrà dire se c’è stato doping e se il loro sangue è stato alterato. Speriamo che l’esame dia un esito negativo, che il maltrattamento sia scongiurato e di questa strana giornata che ha messo a rumore Casapulla rimanga solo il ricordo di una idea un po’ eccessiva e stravagante. Insomma, pare che ci siano risorse, fantasie, inventiva ma senza risultati civili. E’ il problema di questa terra (di lavoro).
Casapulla - Il sindaco autorizza la sfilata di cavalli che si trasforma in una corsa clandestina.
Povero Sindaco di Casapulla (CE). Prima le polemiche per essere nato, come Sindaco, nel Pd e trasformatosi strada facendo in seguace di Casini. Ora la sfilata di cavalli da lui autorizzata, anch’essa trasformata, strada facendo, in una vera e proprio corsa clandestina, con tanto di scommesse, denunciati, ed intervento della Polizia Municipale e dei Carabinieri della Stazione di San Prisco.
In tutto 26 animali sequestrati e 40 persone denunciate per maltrattamento di animali e resistenza a pubblico ufficiale. Proprio così, perché al comparire dei Carabinieri si è scatenato il finimondo, tanto da doversi richiedere l’urgente intervento dei militari della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere.
Difficile immaginare che le corse siano nate in maniera estemporanea. I Carabinieri hanno infatti sequestrato cospicuo materiale cartaceo relativo alle possibili scommesse. I cavalli, poi, correvano in vere e proprie batterie ad eliminazione. Il percorso di gara era la pubblica via segnata da ali di folla. Ad essere denunciati, ovviamente, anche gli organizzatori della improbabile sfilata, con l’accusa di avere organizzato la gara ippica, mettendo a rischio l’incolumità non solo dei cavalli ma anche dei partecipanti e del pubblico accorso, a quanto pare, non per la sfilata ma per la gara. Considerata la grandiosità della cosa viene da chiedersi come il Sindaco Ferdinando Bosco, non abbia avvertito alcun sentore preventivo.
A dire il vero la storia di queste corse è ricca di autorizzazioni quantomeno poco opportune, le quali, comunque, non devono far pensare necessariamente ad una malevolo atteggiamento delle autorità politiche locali. Nella provincia di Palermo, dove le corse di cavalli cittadine sono vietate per le infiltrazioni mafiose, un’Ordinanza prefettizia stabilì che tali manifestazioni sono sotto il diretto controllo della criminalità organizzata a causa delle scommesse clandestine. Questo, a volte, ad insaputa degli stessi amministratori locali. Alcuni presero come un atto di benevolenza la conclusione del Prefetto di Palermo, anche se alcuni Sindaci si resero responsabili di atteggiamenti quantomeno criticabili.
Quando il Comune di Monreale (PA) volle organizzare, nonostante un parere contrario del Prefetto, la corsa in città, le Autorità di Pubblica sicurezza dovettero arrivare a chiudere le strada di entrata al paese ai numerosi cavalli che si andavano avvicinando. Il Sindaco si fece seduta stante promotore di una singolare contromanifestazione, approfittando, forse, di alcuni cavalli che erano già arrivati al percorso. Alcune stalle, sembra, fossero all’interno della cittadina. Le macchine dei Carabinieri e della Polizia dovettero mettersi di traverso lungo il percorso per evitare lo svolgimento della gara. Per la cronaca quel Sindaco è l’attuale presidente della Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale siciliana.
Fonte: GEAPRESS
Casapulla: Raccolta dei rifiuti a singhiozzo.
Era da qualche anno, che a Casapulla non si rivedevano i sacchetti dei rifiuti per strada e precisamente da quando l’ex Sindaco Mario Di Cecio aveva revocato prima l’appalto al Consorzio CE 3 (oggi Consorzio Unico di Bacio) e poi aveva brillantemente condotto e superata la fase emergenziale che attanagliava l’intera regione. Da allora, Casapulla era diventata un’isola felice, rimanendo una delle cittadine più pulite della conurbazione casertana. Nei giorni scorsi, parlando con gli operatori addetti alla raccolta, questi paventavano l’ipotesi di un blocco della raccolta, dovuto questa volta non per i classici problemi delle discariche ma per il mancato pagamento delle spettanza che il comune deve alla ditta che effettua il servizio. Dalle notizie raccolte, il vero motivo del disservizio è il mancato pagamento degli stipendi e il relativo sciopero a singhiozzo degli operatori. La causa di tutto ciò, non sembra essere una colpa della ditta incaricata, ma dei continui mancati incassi che l’azienda privata vanta nei confronti del Comune. La somma sembrerebbe essere di quasi € 300.000 e per questi motivi, gli operatori, supportati dalle loro sigle sindacali, stanno assolvendo soltanto i servizi più importanti (scuole e edifici di interesse collettivo) lasciando tutto il resto per strada. Gli stessi sperano che già lunedì 24 p.v. possano riscuotere lo stipendio e riprendere a pieno regime il servizio di raccolta. Conosco personalmente gli addetti della ditta, che per la stragrande maggioranza sono originari della nostra cittadina e qui abitano e so che mai avrebbero voluto non raccogliere i rifiuti, perché loro stessi tengono al decoro del paese. Nei primi giorni della prossima settimana, mi recherò personalmente presso gli uffici comunali per informarmi di tutta la faccenda, sperando che tutto possa presto essere risolto. Noi, teniamo prima di tutto al decoro della Ns. cittadina, ma siamo anche vicini a chi lavora e giustamente aspetta che gli venga pagato lo stipendio.
Peppe Piantieri
Casapulla: Corsa di cavalli clandestina.
Fonte: Il Mattino - Claudio Lombardi.
Casapulla. L’ipotesi di reato è maltrattamento di animali, ma gli inquirenti stanno verificando se dietro all’organizzazione vi fossero anche un giro di scommesse e l’uso di sostanze dopanti. Blitz dei carabinieri, ieri mattina, intorno alle 9, in via Sbarra, a Casapulla. I militari di San Prisco hanno bloccato una corsa clandestina di cavalli che si stava svolgendo lungo il rettilineo che collega via Stellato e via Circonvallazione, nei pressi del campo sportivo. Per quella che, alla vigilia, era stata presentata come una passeggiata a trotto tra amatori, le scuderie, provenienti per lo più da Marcianise e dall’Agro Aversano, erano in città già alle prime ore dell’alba. La macchina dei preparativi, il volto tirato dei fantini, il riscaldamento degli animali e la foga degli spettatori hanno, tuttavia, insospettito un carabiniere in borghese, che ha lanciato l’allarme. Sul posto, dopo pochi minuti, sono arrivati i militari agli ordini del comandante Matteo Monaco, che hanno interrotto le fasi iniziali della gara: un ciclo di batterie a tre cavalli. In via Sbarra, di supporto, anche uomini della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, coordinati dal capitano Vincenzo Carpino, e gli agenti della polizia municipale di Casapulla. L’irruzione dei carabinieri ha messo in fuga organizzatori, furgoni, animali, driver e tanti curiosi. Molti sono stati raggiunti e fermati, altri sono riusciti a scappare. Fantini e cavalli a «zampe» levate sono stati avvistati sull’Appia, tra lo stupore di automobilisti e passanti. Il bilancio dell’operazione parla di quaranta denunciati a piede libero (tra i quali pregiudicati per reati specifici) e ventisei animali identificati e rilasciati in custodia giudiziaria ai proprietari; non prima, però, di essere stati sottoposti a campionatura del sangue dai veterinari dell’Asl. Nei prossimi giorni, saranno eseguite le analisi tossicologiche per capire se gli equini erano stati dopati. Le persone denunciare dovranno rispondere di maltrattamento di animali: l’ipotesi di reato si fonda sul fatto che i cavalli stessero correndo sull’asfalto e non sulla terra battuta, in condizioni igienico-sanitarie pessime e in luoghi non idonei a ospitare manifestazioni agonistiche. Per coloro che hanno tentato di ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine, si configura pure il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Tra gli oggetti posti sotto sequestro, un quaderno su cui erano stati appuntati i nomi delle scuderie, dei fantini e dei cavalli in batteria. Un reperto utile agli inquirenti, i quali non escludono che la corsa fosse inserita nel business delle scommesse illegali. «Sono sconcertato», afferma l’assessore allo sport Antonio Di Giovanni. «Da quanto mi risulta – aggiunge – il Comune ha autorizzato in via Sbarra una manifestazione per amatori. Nessuno poteva immaginare che una passeggiata domenicale fosse, in realtà, una corsa clandestina di cavalli. Seguiremo l’evolversi delle indagini e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità – conclude Di Giovanni – per agevolare il lavoro degli inquirenti». «Sono convinto che il sindaco Ferdinando Bosco non sapesse della corsa», dichiara Andrea Martusciello del Popolo della Libertà. «Tuttavia – prosegue – la buona fede non lo solleva dagli obblighi che discendono dal ruolo di massima autorità sanitaria sul territorio. Prima di rilasciare l’autorizzazione, Bosco avrebbe avuto l’obbligo di verificare l’affidabilità degli organizzatori e, dopo, il dovere di controllare che l’evento si svolgesse nel rispetto della legge. Tali inadempienze sono il sintomo di un modo distratto e leggero di governare la città che l’opposizione denuncia da tempo. Presenterò – rivela Martusciello – un’interrogazione al sindaco, ieri impegnato in faccende politiche, nella speranza che egli fornisca al sottoscritto e al consiglio comunale motivazioni valide a giustificare la sua condotta»
Casapulla. Abusivismo e sanatorie per edifici mai realizzati: denuncia in Procura.
Area industriale M.M.M. - Dieci residenti tra tecnici ed avvocati hanno formalizzato la denuncia anche al Prefetto e alla compagnia carabinieri di Santa Maria Capua Vetere. 14/12/2010 - 10:18
Fonte: Interno 18Casapulla - Denuncia formalizzata alla Procura della Repubblica, alla Prefettura di Caserta e alla compagnia carabinieri di Santa Maria Capua Vetere. Ben dieci i residenti di Casapulla, tra cui tecnici ed avvocati, che con documenti alla mano hanno fatto emergere, tramite nota dettagliata in ogni sua parte e con vasto materiale in allegato, quanto sta accadendo nell’ex area industriale di Casapulla. Nell’oggetto della denuncia si legge: ‘ex area industriale dismessa M.M.M. - L.R. 19 del 28/12/2009 (Piano Casa). Concessione edilizia in sanatoria numero 7 dell’11/3/2010; Permesso a costruire numero 47 del 13/10/2010’. Con riferimento all’oggetto della denuncia i cittadini A.M., V.M., A.G.. R.F., M.P., L.Z., G.P., G.C., e gli avvocati M.A. e G.C. intendono rappresentare quanto segue:
Premesso che il 28 dicembre 2009, la Regione Campania approvava la legge regionale numero 19 definita Piano Casa e i suoi indirizzi generali; che la stessa all’articolo 2 (definizioni) comma ‘E’ recita: “Per volumetria esistente si intende la volumetria lorda già edificata ai sensi della normativa vigente alla data di entrata in vigore della presente legge; che la stessa all’articolo 3 (Casi di esclusione) comma ‘1’ recita: gli interventi edilizi di cui agli artt 4-5-7 non posso essere realizzati su edifici che al momento delle rpesentazioni della denuncia di inizio di attività di edilizia (Dia) o della richiesta del permesso a costruire risultano: realizzati in assenza o in difformità all’articolo abitativo; che la stessa all’articolo 7 (riqualificazioni aree urbane degradate) comma 5 recita: nelle aree urbanizzate e degradate, per immobili dismessi, con dimensione di lotto non superiori a 15mila metri quadrati alla data di entrata in vigore della presente legge, in deroga agli strumenti urbanistici geenrali, sono consentiti interventi di sostituzione ediliza a parità di volumetria esistente, anche con cambiamento di destinazione d’uso, che prevedano la realizzazione di una quota non inferiore al 30% per le destinazioni di edilizia sociale di cui all’art 1, comma 3, del decreto ministeriale del 22 aprile 2008 (definizione di alloggio sociale ai fini dell’esenzione dell’obbligio di notifica degli aiuto di stato, ai sensi degli artt 87-88 del Trattato istitutivo della comunità europea). La volumetria derivante dalla sostituzione ediliza puà avere le seguente destinazioni: edilizia abitativa, uffici in misura non superiore al 10%, esercizi di vicinato, botteghe artigiane. Se l’intervento di sostituzione edilizia riguarda immobili già adibiti ad attività manufatturiere industriali, artigianali e di grande distribuzione commerciale, le attività di produzione o di distribuzione già svolte nell’immobile assoggettato a sostituzione edilizia devono essrre cessate e quindi non produrre reddito da almeno tre anni antecedenti alla data di entrata in vigore della rpesente legge.
Accertato che in data 30 settembre 1986 il signor Mariano Moselli nato a Grumo Nevano i l6 ottobre 1927 in qualità di Amministratore Unico della società MMM Commercio srl inoltrava al Comune di Casapulla richiesta di condono edilizio (prot. n. 6003) per degli abusi edilizi consumati negli anni ‘80 sull’area in questione; che solo dopo ‘24 anni’ e precisamente l’11 marzo 2010 il signor Moselli dopo un percorso lunghissimo, chiedeva, pagava gli oneri dovuti e immediatamente gli veniva rilasciata la ‘concessione in sanatoria’ (numero 7 del 2010) che sanava tutti gli abusi; che durante i primi mesi dell’anno in corso, sono mutate le piantite catastali (allegate alla denuncia) sia per quanto riguarda le particelle sia per quanto riguarda le volumetrie che per le destinazioni d’uso.
Costatato che in data 13 maggio 2010 protocollo numero 5230 veniva presentata dalla società Eurocasa Srl (che dimostrava di avere il titolo di proprietà delle aree) una pratica edilizia per la realizzazione di numero 150 appartamenti, seguendo le linee guida della L.R. numero 19 del 28 dicembre 2009, sulle aree industriali dismesse e degradate; che la società Eurocasa Srl in data 25 maggio 2010 protocollo numero 5676 inoltrava una nota dove si sollecitava il sindaco di Casapulla a far esaminare alla commissione ediliza comunale in tempi brevissimi la pratica edilizia in questione per futili motivi; che il sindaco Ferdinando Bosco, attraverso precisa segnalazione scritta alla C.E.C., sollecitava questi ad esaminare la pratica della società Eurocasa srl in tempi brevi, anticipandone così il passaggio in commissione a discapito delle preatiche già giacenti da tempo; che in data 29 giugno 2010 la C.E.C. esaminava la pratica producendo il verbale numero 24, proncunciandosi in modo favorevole all’accoglimento e determinando però delle precise considizioni; che le condizioni suggerivano invitando il responsabile dell’area tecnico-urbanistica di richiedere all’Eurocasa Srl una precisa e dettagliata perizia tecnica e giurata per la quantificazione dei parametri edilizi volumetrici ‘esistenti’ posti alla base dell’intervento secondo le prescrizioni della L.R. 19.
Considerato che a seguito del deposito della perizia tecnica giurata e/o asseverata prot. numero 9791 del settembre us dal tecnico incaricato dalla Eurocasa Srl tale ingegner Giuseppe Baccaro (nipote dell’attuale assessore alle Finanze Carmine Baccaro), il responsabile dell’area tecnica urbanistica, in data 13 ottobre 2010 rilasciava alla società Eurocasa Srl il permesso a costruire numero 47 come titolo autorizzativo per la pratica edilizia presentata il 13 maggio 2010 protocollo 5230.
Visionate/i il certificato di destinazione urbanistica del 28 maggio 2008 numero 16; le varie piantine catastali allegate riferite all’anno 2009 e 2010; le visure catastali dello stesso periodo; le varie google map che descrivono la zona interessata dall’intervento edilizio; le foto dei terreni e delle aree interessate dall’intervento edilizio prima del rilascio del permesso a costruire.
Visto che alla luce dei fatti sopraelencati, si evidenzia che sull’erroneo presupposto che l’area dell’intervento sopra citato fosse già in precedenza edificata e regolarmente autorizzata dal Comune come rappresentata nelle piantine catastali allegate, sono state rilasciate le autorizzaioni in oggetto; che come si evince dalle immagini allegate (google map e foto), la stessa zona, non era affatto edificata nella misura riportata nei permessi precitati; che in buona sostanza lo stato dei luoghi, alla luce delle imamgini delle mappe satellitari, delle foto e delle piantine catastali allegate, è stata, artatamente o in buona fede, alterata, per determinare inesistenti volumetrie industriali per le quali, richiederne prima la conservazioni, poi successivamente il mantenimento, tramutando le volumetrie abitative ai sensi delal L.R. 19 del 28 dicembre 2009.
Gli stessi richiedono, altresì, in tempi brevissimi un sopralluogo documentato per accertare l’effettivo stato dei luoghi e per la qualificazione dei parametri edilizi voumetrici ‘esistenti’.
A Casapulla è morta la democrazia
Già in passato, sia io che Martusciello, abbiamo più volte segnalato le continue ostruzioni da parte degli uffici comunali, nel fornirci i documenti che ci possono permettere di svolgere al meglio il nostro mandato di Consiglieri comunali. Abbiamo dovuto più volte sollecitare gli uffici a fornirci le notizie sugli atti e sulle determinazioni che l’Amministrazione o gli uffici comunali partoriscono giornalmente. Stranamente, da qualche tempo, la situazione si è aggravata, determinando un grave ostacolo alla democrazia. Le richieste più semplici o quelle più importanti, vengono tranquillamente insabbiate o inevase dagli uffici, provocando così dei seri problemi a chi deve o vuole interessarsi dell’andamento amministrativo. Le richieste di atti rivolte alle pubbliche amministrazioni come per Legge, non possono essere inevase senza incorrere in qualche sanzione o richiamo da Organi sovra-comunali (Prefettura o Procura della Repubblica). Più volte, abbiamo inoltrato richieste per iscritto facendole passare per il protocollo generale e sistematicamente alle stesse non sono state date risposte o addirittura sono state perse nei meandri degli uffici comunali. La Legge è chiara e definisce in trenta giorni il termine ultimo per sapere per iscritto le notizie che un singolo cittadino o un Consigliere comunale rivolge alle pubbliche amministrazioni. Tutto questo, sembra essere non dovuto dal comune di Casapulla, che sistematicamente non risponde nei termini prescritti o addirittura aspetta le sollecitazioni successive per farlo. Questo, provoca una perdita di fiducia nell’Istituzione comunale e una continua e determinata ostruzione nel reperire documenti, a volte importantissimi al fine di indagare su delle anomalie o delle forzature amministrative. Non è possibile, dopo 55 gg. e dopo solleciti per iscritto, non ricevere da parte del comune alcun cenno o risposta su atti amministrativi anche importanti, che dovrebbero essere facilmente rilasciati. Non bisogna mai perdere fiducia nelle Istituzioni, ma a volte i comportamenti anomali che pervengono da queste, lasciano pensare che si toccano dei fili intoccabili. Un noto politico romano affermava “ che pensare male è peccato…..ma a volte ci si azzecca”. A buon intenditori…poche parole.
Peppe Piantieri
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