martedì 14 giugno 2011

Caso Esogest Ambiente: una storia infinita, piena di zone d'ombra e di forzature.


                                                   Gruppo Consiliare  “Il Faro”

Allegato alla Interrogazione Consiliare Prot. 2843 del 18 marzo 2011

In merito alla questione posta alla base di questa interrogazione è necessario evidenziare alcuni aspetti fondamentali.
1)    La gara per il servizio, fu espletata avendo come riferimento un capitolato d’appalto che regolamentava il servizio;
2)    Lo stesso, elencava dettagliatamente tutti i servizi da svolgere sul territorio comunale, attraverso il numero di operatori e dei mezzi da impiegare con dei costi ben chiari;
3)    La  base d’asta era di € 53.306,00 per tre mesi e fu aggiudicata con un ribasso del 15,20% pari a 45.203,00;
4)    Che il contratto successivamente sottoscritto tra le parti, faceva trasparire che il servizio non era più di 3 mesi, ma che questi erano diventati 6 e che i giorni non erano più 92 ma 184;
5)    Che nel contratto non furono mai richiamati i documenti fondamentali ( D.U.R.C. e Certificato Antimafia) essenziali per i contratti fra la pubblica amministrazione ed i privati;
6)    Che alla scadenza dei 6 mesi (184 gg.) il servizio fu prorogato senza rispettare la normativa sia Nazionale che Europea;
7)    Che in occasione del rinnovo, non venne nemmeno applicata la Legge che prevedeva l’abbattimento del 3% sui costi dell’appalto, cosa che avviene dopo le trattative fra le parti nei casi di rinnovo;
8)    Che il rinnovo doveva prevedere un tempo ben determinato e per una sola volta e che comunque non poteva essere superiore ad 1 anno D.Lgs.del 30.12.2009 n,195 e L.n.62 del 2005;
Detto tutto ciò, mi avvio alla vere e sostanziali motivazioni dell’interpellanza presentata.
Su precisa nota scritta a seguito di specifica e motivata richiesta, l’Ufficio Tecnico Comunale, dichiara che gli operatori del cantieri di Casapulla della ditta Esogest Ambiente s.r.l. che svolge il servizio di raccolta, sono 15 invece di 13.
Tutto questo non è possibile se non contemplato o nel capitolato di appalto o determinato dall’amministrazione attraverso nuovi servizi aggiuntivi ben motivati dall’ufficio preposto.
Nasce spontanea la domanda di quali sono i servizi aggiuntivi non presenti nel capitolato e chi ha autorizzato l’assunzione di questi 2 nuovi operatori ecologici alla ditta?
Si precisa che dal 2008, non è possibile più assumere personale che non sia presente nell’elenco dei disponibili (lista di mobilità) del Consorzio Unico dei Rifiuti.
Tutto ciò, sta provocando o provocherà a breve un grave danno erariale per l’Ente, esponendo lo stesso ad una causa giudiziaria promossa dalla ditta che svolge il servizio.
Questa, che si è accollata una spesa per i 2 operatori in più, sicuramente a breve  richiederà il dovuto all’Ente perché a sua volta, questo ha usufruito di operatori in più, senza avere la dovuta copertura finanziaria nel capitolato d’appalto del 2009.
 Il tutto ha una definizione molto precisa nel campo dei pubblici appalti:
 “UN INDEBITO ARRICCCHIMENTO PER L’ENTE E UNA SOSTANZIALE PERDITA PER L’AZIENDA DI SERVIZIO”.
Da una stima sommaria, fatta attraverso le tabelle del Ministero del Lavoro, emerge che il vecchio capitolato non può contemplare i 2 nuovi operatori viste le somme che sono già esigue per il servizio.  
I 15 operatori costano alla ditta quasi € 40000,00 a fronte di un canone di 45000,00 iva compresa.
La media nazionale che regola gli operatori nei servizi di igiene urbana, prevede 1 operatore ogni 1000 abitanti e per noi la previsione sarebbe di 8 operatori.
I 13 operatori già presenti sul cantiere di Casapulla sono frutto di una previsione scellerata che il Consorzio Ce 3 fece per il Ns. cittadina  e che assorbimmo quando decidemmo di uscire da esso. Quella previsione era  1 operatore ogni 700 abitanti già abbondantemente al disotto della media nazionale ma anche quella  non porterebbe comunque mai 15  operatori oggi presenti .
Le soluzioni all’enigma sono due:  o sono presenti più servizi ( e onestamente non sono visibili ad occhi nudo) in più non contemplati nel capitolato del 2009 e questo per il rinnovo come è stato partorito non è possibile o l’Amministrazione fa recuperare le perdite dell’azienda di servizi in altro modo, provocando comunque un danno al comune.
Per quanto riguarda poi la questione ormai storica della mancanza del D.U.R.C. è necessario soffermarsi per maggiori chiarezza sulla problematica.
Questo determinato aspetto è stato da sempre presente,  dal momento della gara d’appalto alla stipula del contratto tra le parti.
Ad onor del vero, non fu preso in considerazione neanche quando fu prorogato il servizio nel gennaio del 2010.
Credo, che non possa passare inosservata una simile questione, visto che la Pubblica Amministrazione è obbligata a vigilare e a sanzionare comportamenti non conformi alla legge.
La situazione, come è evidente dagli atti,  non venne nemmeno presa in esame fino a quando non fu l’interrogante a sollevare la questione.
Inoltre, risulta, che fino alla data di protocollo di questa interrogazione la  ditta non era in regola con la posizione contributiva e questo è una sostanziale causa per la risoluzione del contratto già di dubbia regolarità.
Prego l’Amministrazione di prestare maggiore attenzione a tale situazione e a porre rimedi.

Casapulla li 14.06.2011







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