martedì 7 giugno 2011

Arrestato il Presidente del gruppo "Riso Scotti": bruciava rifiuti al posto delle biomasse.

                          



Angelo Dario Scotti, presidente e ad del gruppo Riso Scotti, è stato arrestato martedì mattina nell’ambito di un’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti. Scotti è stato raggiunto da un’ordinanza di arresti domiciliari, che riguarda anche altre tre persone coinvolte.

L'inchiesta - Al centro dell’indagine che ha portato agli arresti domiciliari Angelo Dario Scotti vi è la centrale  elettrica della Scotti a Pavia, dove secondo l’accusa, non si bruciavano biomasse ma rifiuti di vario tipo, alcuni dei quali classificati pericolosi. Insieme a Scotti sono stati arrestati anche   tre funzionari del Gse, gestore dei servizi energetici, la società pubblica che deve gestire gli incentivi per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. La centrale a biomasse Riso Scotti Energia di Pavia era già stata messa sotto sequestro lo scorso novembre, nel corso dell'operazione dirty energy, coordinata dalla procura della Repubblica di Pavia e condotta dai sostituti Roberto Valli, Luisa Rossi e Paolo Mazza. Sette persone sono finite ai domiciliari, tra cui  il presidente della società, Giorgio Radice e il direttore dell’impianto, Massimo Magnani, gli indagati nel complesso sono 12. Inoltre, sono stati sequestrati 40 mezzi ed eseguite 60 perquisizioni in tutta Italia.

L'accusa - Secondo le indagini condotte dal Corpo forestale, nell’impianto, insieme alla lolla, si bruciavano anche rifiuti di varia natura (tra cui legno, plastiche, imballaggi e fanghi di depurazione di acque reflue) con concentrazioni di inquinanti (soprattutto metalli pesanti) superiori ai limiti consentiti dalla legge. Un traffico di 40.000 tonnellate di rifiuti urbani e industriali non regolarmente trattati, provenienti da impianti di smaltimento in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. Tutto ciò era possibile grazie ai falsi certificati rilasciati da laboratori di analisi chimiche compiacenti, per un giro d’affari che, secondo le prime stime, si aggira intorno ai 30 milioni di euro, grazie anche agli incentivi statali che questo genere di impianti riceve.
07/06/2011

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