Il Vice Presidente del Csm contro il segretario dell'Anm che ieri aveva attaccato il governo.
Roma - Sulle barricate contro la riforma della giustizia. La proclamazione, a partire da oggi, dello stato di agitazione dei magistrati, contro la riforma della giustizia proposta dal governo, è la proposta sostenuta dal presidente dell’Anm, Luca Palamara, innanzi al parlamentino delle toghe riunito nella sede di piazza Cavour. Palamara chiama i giudici alla "mobilitazione generale" con momenti organizzativi che saranno definiti in seguito e incontri con le più alte cariche dello Stato. Ieri il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, ha definito la maggioranza di governo non legittimata, moralmente e culturalmente, a proporla.
Roma - Sulle barricate contro la riforma della giustizia. La proclamazione, a partire da oggi, dello stato di agitazione dei magistrati, contro la riforma della giustizia proposta dal governo, è la proposta sostenuta dal presidente dell’Anm, Luca Palamara, innanzi al parlamentino delle toghe riunito nella sede di piazza Cavour. Palamara chiama i giudici alla "mobilitazione generale" con momenti organizzativi che saranno definiti in seguito e incontri con le più alte cariche dello Stato. Ieri il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, ha definito la maggioranza di governo non legittimata, moralmente e culturalmente, a proporla.
Il ruolo del parlamento "La giunta dell’Anm non vuole sostituirsi al parlamento ma esprimere, con motivazioni tecniche, da operatori della giustizia, i rischi presenti nella riforma proposta dal governo che allarma e preoccupa tutta la categoria perchè intacca l’assetto costituzionale diminuendo le garanzie per i cittadini" ha detto ancora il presidente dell’Anm al parlamentino delle toghe dove è in corso la discussione sulla riforma della giustizia e sulle iniziative che l’Anm intende prendere per contrastarla.
Vietti bacchetta Cascini "Cascini è un magistrato apprezzato da tutti, e da me per primo, per la sua serietà e per la sua professionalità: ma questa volta ha sbagliato" dice il vice presidente del Csm, Michele Vietti a proposito delle dichiarazioni del segretario dell’Anm secondo cui "il governo non ha la legittimità morale, culturale, politica e storica per affrontare il tema della riforma costituzionale della giustizia". "Capita a tutti noi in qualche occasione di scivolare sulle parole e perciò non mi scandalizzo - dice Vietti -. Ma ha sbagliato perché la riforma proposta dal governo si può criticare, anche radicalmente, ma senza far ricorso ad argomentazioni moralistiche sulla legittimazione dei proponenti, che finiscono per trasformarsi in un boomerang per chi le utilizza e per fare il gioco di chi si vuol contraddire".

Nessun commento:
Posta un commento