domenica 20 marzo 2011

Gigi Falco: Pronto ancora una volta... per l'amore che ho per Caserta.




Showman come ai tempi d’oro, istrione quanto basta, misurato e ironico negli attacchi ai competitor, duro contro il vertice del partito che lo ha prima «vilmente blandito» e poi scaricato, capace di toccare le corde giuste del suo elettorato. È stato un bagno di folla andato oltre ogni rosea previsione la discesa in campo ufficiale dell’ex sindaco Luigi Falco. Ieri pomeriggio al Centro Sant’Antonio supporter e curiosi tracimavano dalla sala occupando ogni spazio disponibile, dagli androni alle scale, fin giù nel cortile, nei vialetti e addirittura sul marciapiede. L’appuntamento - nonostante la nonchalance ostentata dall’ex primo cittadino e dai suoi collaboratori - era stato curato nei minimi particolari, dalle hostess che sfoggiavano la coccarda con i colori del sindaco, blu e rosso come quelli della Casertana, alle bottigline d’acqua minerale che invece della marca riportavano il logo del neonatologo, mentre la proiezione no-stop del maxischermo ricordava il suo grido di battaglia: «Ho scelto di nuovo la mia città». Come testimonial l’avvocato Taormina di Lega Italia insediato alla sua destra, lui - spezzato grigio con cravatta rosa - al centro del tavolo dove Fabio Squeglia e Giovanni Di Costanzo fanno da ali, davanti la gens casertana di sempre, quella che lo conosce da prima del 1998 e che per due mandati lo ha visto governare il capoluogo, impiegati e funzionari comunali (Sibillo, Quintavalle, etc) commercianti ed esercenti (tra gli altri Umberto della Veneziana), ex assessori come Antimo Ronzo e Attilio Romano, professionisti come Carmine Lisi, leader delle associazioni come Anna Giordano, e tanti peones della politica all’ombra della Reggia. Tanti che forse alla fine sceglieranno diversamente o che, invece, diventeranno procacciatori di altri voti. Incipit con l’inno nazionale (tutti in piedi, molti con la mano sul petto) e un minuto di silenzio per l’anniversario della morte di don Peppino Diana. Auguri a tutti i papà e via alle danze. Filo conduttore del discorso: perché sono ancora qui «ad abbracciare la croce». Per mia moglie («È nascosta in sala da qualche parte, come al solito»), per i figli Pietro e Paolo, e per Caserta. «Una città confusa e spaurita che sto cercando nuovamente d’aggregare, dandole - è la sua risposta - un nuovo tessuto sociale, speranza e progetti». Perciò è nata l’associazione «Sei Caserta» che conta ormai più di duemila iscritti, perciò Falco si è rimesso in gioco. I vertici del Pdl (citati il coordinatore regionale e il coordinatore provinciale e i loro vice) prima hanno srotolato tappeti rossi davanti all’ex sindaco definendolo la «migliore scelta possibile» e poi, «nonostante i sondaggi e le verifiche accurate sui sondaggi» che confermavano questa opzione, hanno puntato su un’altra persona. «Il motivo per cui sono qui è perché sono stufo di vedere persone sbagliate nei posti giusti, sono stanco di vedere questo teatro delle marionette dove comanda uno solo, il mio centrodestra - ha sottolineato - è un’altra cosa». Più vicino, fa capire, a Paolo Romano o a Massimo Grimaldi, per i quali «le situazioni di Caserta o di Santa Maria Capua Vetere sono un problema serio». Un centrodestra («perché non ce n’è uno solo») dove chi comanda è la città. Sicuro come un guascone: «Non appoggerò Marino al secondo turno, vincerò io»; non proprio imparziale: «Marino è in gamba ma non è credibile perché è stato assessore del centrodestra, Del Gaudio è stato assessore ai mercati...»; sadico: «Che dite? Meglio l’originale o le fotocopie?». Infine, dopo un rapido passaggio sul disastro firmato Petteruti, sulla necessità «di riprendere il programma da dove l’avevamo lasciato», sui tempi grami e le casse vuote in cui cadrà il prossimo mandato, l’affondo sul competitor: «Caserta ha bisogno non di personcine educate e sorridenti, ha bisogno di un carrettiere, Caserta è piena di problemi e di potenzialità, è come una auto fuoriserie, una Ferrari: ci mettereste alla guida - grida - un ragazzino che non ha nemmeno la patente?». Standing ovation assicurata.

Fonte: Il Mattino

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