Palloncini rosa in favore del Referendum
Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non e' detto che se la Corte Costituzionale ammetta il referendum le uniche due opzioni siano votare per il referendum o fare una legge in Parlamento perche' ''ci puo' essere la scappatoia di chi dice che e' meglio andare a votare con questa legge''. Per Fini si tratta di una possibilita' da scongiurare ''perche' - ha detto parlando al Taranto Finanza Forum - e' meglio fare una nuova legge elettorale in Parlamento che sia la piu' condivisa possibile e con una maggioranza ampia''. ''Perche' non e' possibile - ha aggiunto - far valere il principio che ogni maggioranza fa la legge che piu' la aggrada'.
LEGGE ELETTORALE: SCHIFANI, SE NE OCCUPI IL PARLAMENTO - ''E' compito del Parlamento farsi carico di individuare delle soluzioni che risolvono il problema del rapporto tra eletto ed elettore''. Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, riferendosi alla legge elettorale dopo aver definito ''quello del presidente della Repubblica un monito che non puo' restare inascoltato''
MARONI: SEGNALE FORTE SI FACCIA REFERENDUM ''Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in cosi' poco tempo, quindi e' un segnale forte che va ascoltato e credo che si debba procedere al referendum''. Cosi' il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato il numero di firme raccolte per il referendum per cambiare la legge elettorale.Il ministro leghista non ha voluto commentare le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla modifica della legge elettorale, ma a margine di una messa per il patrono della Polizia di Stato ha tenuto ad aggiungere un suggerimento al Parlamento. ''Non so se il Parlamento si mettera' a riformare la legge elettorale - ha detto Maroni - ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum''
'PORCELLUM', DEPOSITATE UN MILIONE DI FIRME - Palloncini rosa con il disegno di un maialino e duecento scatoloni. Così si sono presentati i comitati promotori che hanno depositato all'ufficio centrale elettorale della Suprema Corte di Cassazione più di un milione e duecento mila firme contro l'attuale legge elettorale cosiddetta 'Porcellum'.
I rappresentanti dei comitati ora dovranno redigere all'ufficio centrale elettorale un verbale per il deposito delle firme. L'ufficio centrale si dovrà pronunciare sulla validità delle firme e sulla proponibilità dei quesiti entro il 15 dicembre. "Ancora una volta i cittadini hanno anticipato la politica - ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro tra i principali promotori di questa iniziativa - lo hanno fatto i cittadini l'anno scorso con tre referendum che tutti gli altri partiti snobbavano ma il 95% degli elettorali ha fatto sapere che non voleva il nucleare e le leggi ad personam. Oggi dopo una incredibile raccolta di firme fatta in pochi mesi siamo di nuovo qui come cittadini".
Dopo il deposito delle firme in Cassazione per il referendum per cambiare la legge elettorale, Antonio Di Pietro (Idv) pone tre condizioni fondamentali per una nuova legge elettorale: "Per fare una nuova legge elettorale sono necessarie tre condizioni - ha detto il leader dell'Idv al Palazzaccio: con la futura legge non dovranno essere candidate persone condannate o dovranno decadere una volta condannate; no a incarichi di governo per persone rinviate a giudizio e ultimo no a doppi lavori per i parlamentari che una volta eletti non dovranno fare più altri mestieri".
Entusiasmo tra i promotori Arturo Parisi (Pd), Antonio di Pietro (Idv), Mario Segni e molti altri. Nichi Vendola (Sel) non ha potuto trattenersi a causa di un impegno concomitante. "E' stato - ha detto Parisi - un lavoro corale, anche se sono stati i cittadini a correre da noi per esprimere la loro rabbia e indignazione". Andrea Morrone, presidente del comitato per il referendum ha parlato di "fenomeno unico per il tempo occorso per raccogliere le firme, due mesi, e anche in relazione alle scarse risorse umane e finanziarie a disposizione". "Siamo di fronte - ha aggiunto Morrone - ad un miracolo popolare, ad un grande contributo da parte degli italiani alle istituzioni".
LEGGE ELETTORALE: SCHIFANI, SE NE OCCUPI IL PARLAMENTO - ''E' compito del Parlamento farsi carico di individuare delle soluzioni che risolvono il problema del rapporto tra eletto ed elettore''. Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, riferendosi alla legge elettorale dopo aver definito ''quello del presidente della Repubblica un monito che non puo' restare inascoltato''
MARONI: SEGNALE FORTE SI FACCIA REFERENDUM ''Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in cosi' poco tempo, quindi e' un segnale forte che va ascoltato e credo che si debba procedere al referendum''. Cosi' il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato il numero di firme raccolte per il referendum per cambiare la legge elettorale.Il ministro leghista non ha voluto commentare le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla modifica della legge elettorale, ma a margine di una messa per il patrono della Polizia di Stato ha tenuto ad aggiungere un suggerimento al Parlamento. ''Non so se il Parlamento si mettera' a riformare la legge elettorale - ha detto Maroni - ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum''
'PORCELLUM', DEPOSITATE UN MILIONE DI FIRME - Palloncini rosa con il disegno di un maialino e duecento scatoloni. Così si sono presentati i comitati promotori che hanno depositato all'ufficio centrale elettorale della Suprema Corte di Cassazione più di un milione e duecento mila firme contro l'attuale legge elettorale cosiddetta 'Porcellum'.
I rappresentanti dei comitati ora dovranno redigere all'ufficio centrale elettorale un verbale per il deposito delle firme. L'ufficio centrale si dovrà pronunciare sulla validità delle firme e sulla proponibilità dei quesiti entro il 15 dicembre. "Ancora una volta i cittadini hanno anticipato la politica - ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro tra i principali promotori di questa iniziativa - lo hanno fatto i cittadini l'anno scorso con tre referendum che tutti gli altri partiti snobbavano ma il 95% degli elettorali ha fatto sapere che non voleva il nucleare e le leggi ad personam. Oggi dopo una incredibile raccolta di firme fatta in pochi mesi siamo di nuovo qui come cittadini".
Dopo il deposito delle firme in Cassazione per il referendum per cambiare la legge elettorale, Antonio Di Pietro (Idv) pone tre condizioni fondamentali per una nuova legge elettorale: "Per fare una nuova legge elettorale sono necessarie tre condizioni - ha detto il leader dell'Idv al Palazzaccio: con la futura legge non dovranno essere candidate persone condannate o dovranno decadere una volta condannate; no a incarichi di governo per persone rinviate a giudizio e ultimo no a doppi lavori per i parlamentari che una volta eletti non dovranno fare più altri mestieri".
Entusiasmo tra i promotori Arturo Parisi (Pd), Antonio di Pietro (Idv), Mario Segni e molti altri. Nichi Vendola (Sel) non ha potuto trattenersi a causa di un impegno concomitante. "E' stato - ha detto Parisi - un lavoro corale, anche se sono stati i cittadini a correre da noi per esprimere la loro rabbia e indignazione". Andrea Morrone, presidente del comitato per il referendum ha parlato di "fenomeno unico per il tempo occorso per raccogliere le firme, due mesi, e anche in relazione alle scarse risorse umane e finanziarie a disposizione". "Siamo di fronte - ha aggiunto Morrone - ad un miracolo popolare, ad un grande contributo da parte degli italiani alle istituzioni".
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