La famiglia di Meredith: "Senza verità non ci sarà perdono"
Sconfitta amara, quella della sentenza d'appello sul delitto Meredith, e la Procura di Perugia non ci sta: "Una sentenza che non fa giustizia", dice a denti stretti il pm Manuela Comodi. "Non condividio niente della sentenza - ha detto il pm Comodi -, neanche la condanna per calunnia che contraddice in modo clamoroso l'assoluzione per l'omicidio. E' una sentenza che non fa giustizia". Il pm ha preannunciato ricorso in Cassazione.
La famiglia Kercher
"La decisione di due anni fa e' stata totalmente ribaltata, quindi ora nascono nuove domande. Sappiamo che Guede non era solo, allora se con lui non erano Amanda e Raffaele ora bisogna capire chi c'era". Se lo chiede il fratello di Meredith, Lyle Kercher, nel corso della conferenza stampa della famiglia.
"Sicuramente faremo appello perche' venga cambiata la decisione ma non dipende da noi. E' lo stato italiano che decide, cosi' com'e' in Inghilterra e' lo Stato a decidere, non l'individuo", aggiunge il fratello di Meredith, Lyle Kercher.
Non vogliamo innocenti in galera
"Ho sempre fiducia nel sistema, noi non vogliamo che persone innocenti vadano in galera. Ora sappiamo che ci vorra' almeno un anno per trovare la verita'". Lo ha detto la sorella di Meredith, Stephanie.
E' ancora molto difficile parlare in termini di perdono. Finchè non si conosce la verità non possiamo perdonare nessuno". Così Stephanie Kercher, sorella di Meredith. Ha commentato nella conferenza stampa in corso a Perugia, il verdetto di assoluzione pronunciato ieri dalla Corte d'Assise d'Appello di Perugia che ha assolto Amanda Knox e Raffele Sollecito. "Dobbiamo accettare e rispettare la decisione ma finchè non sin conoscerà la verità non possiamo perdonare nessuno", ha aggiunto.
"Per noi ora è più difficile tornare a una vita normale", ha aggiunto il fratello di Meredith, Lyle.
Abbiamo fiducia nella giustizia italiana, sappiamo che questa decisione e' ancora appellabile e si proseguira' nella ricerca della verita', quindi abbiamo
ancora speranza che la verita' verra' fuori". Cosi' la sorella di Mez, Stefanie
"La decisione di due anni fa e' stata totalmente ribaltata, quindi ora nascono nuove domande. Sappiamo che Guede non era solo, allora se con lui non erano Amanda e Raffaele ora bisogna capire chi c'era". Se lo chiede il fratello di Meredith, Lyle Kercher, nel corso della conferenza stampa della famiglia.
"Sicuramente faremo appello perche' venga cambiata la decisione ma non dipende da noi. E' lo stato italiano che decide, cosi' com'e' in Inghilterra e' lo Stato a decidere, non l'individuo", aggiunge il fratello di Meredith, Lyle Kercher.
Non vogliamo innocenti in galera
"Ho sempre fiducia nel sistema, noi non vogliamo che persone innocenti vadano in galera. Ora sappiamo che ci vorra' almeno un anno per trovare la verita'". Lo ha detto la sorella di Meredith, Stephanie.
E' ancora molto difficile parlare in termini di perdono. Finchè non si conosce la verità non possiamo perdonare nessuno". Così Stephanie Kercher, sorella di Meredith. Ha commentato nella conferenza stampa in corso a Perugia, il verdetto di assoluzione pronunciato ieri dalla Corte d'Assise d'Appello di Perugia che ha assolto Amanda Knox e Raffele Sollecito. "Dobbiamo accettare e rispettare la decisione ma finchè non sin conoscerà la verità non possiamo perdonare nessuno", ha aggiunto.
"Per noi ora è più difficile tornare a una vita normale", ha aggiunto il fratello di Meredith, Lyle.
Abbiamo fiducia nella giustizia italiana, sappiamo che questa decisione e' ancora appellabile e si proseguira' nella ricerca della verita', quindi abbiamo
ancora speranza che la verita' verra' fuori". Cosi' la sorella di Mez, Stefanie
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